Il mio NO alla direttiva armi

Il voto di oggi nella Commissione per il Mercato interno del Parlamento Europeo sulla proposta di Direttiva elaborata dalla Commissione Europea affronta ancora una volta con un approccio sbagliato il tema delicato delle armi da fuoco. Con la modifica della Direttiva sul possesso legale delle armi da fuoco in UE e con la limitazione dell’uso di armi automatiche non si combatte certamente la minaccia terroristica e a dircelo sono i numeri prima di qualsiasi opinione: in tutti gli attentati che hanno colpito l’Europa dal 2000 ad oggi, mai sono state utilizzate quelle prodotte in Europa, ma solamente quelle provenienti dal mercato illegale, anzi per essere più precisi ordigni bellici spesso di natura artigianale e armi improprie sono la costante della strategia terroristica che ha colpito il nostro continente. Le armi legalmente possedute e i legittimi proprietari invece risultano duramente colpiti da questa politica restrittiva. Nessun risultato nel senso della sicurezza, ma solo cieca invadenza burocratica e legislativa nei confronti degli appassionati, dei collezionisti di armi, delle aziende produttrici che rappresentano peraltro un comparto molto importante dell’economia italiana e lombarda oltre che una tradizione centenaria di un particolare settore manifatturiero. Non è certamente disarmando gli onesti cittadini che i criminali smetteranno di delinquere o i terroristi di colpire.